Le Fiabe dei Fratelli Grimm (Italian Edition) by Grimm Jacob Ludwig Karl & Grimm Wilhelm Karl & Gramsci Antonio

Le Fiabe dei Fratelli Grimm (Italian Edition) by Grimm Jacob Ludwig Karl & Grimm Wilhelm Karl & Gramsci Antonio

Author:Grimm, Jacob Ludwig Karl & Grimm, Wilhelm Karl & Gramsci, Antonio [Grimm, Jacob Ludwig Karl]
Language: it
Format: mobi
Publisher: Francesco Libri
Published: 2010-09-02T16:00:00+00:00


La figlia di Maria

Dinanzi a una grande foresta viveva un boscaiolo con la moglie; avevano un'unica figlia di tre anni. Ma erano così poveri, che non avevano neanche il pane quotidiano e non sapevano che cosa dare da mangiare alla bambina. Un mattino il boscaiolo, pieno di preoccupazioni, andò nella foresta a lavorare e mentre spaccava la legna gli apparve una grande e bella donna che aveva una corona di stelle lucenti sulla testa e gli disse: «Io sono la vergine Maria, la madre del bambino Gesù; tu sei povero e bisognoso, dammi tua figlia, voglio prenderla con me, essere sua madre e pensare a lei».

Il boscaiolo obbedì, andò a prendere la bambina e la consegnò alla vergine Maria, che se la portò su nel cielo.

Lassù ella era felice; mangiava marzapane, beveva latte dolce, i suoi vestiti erano d'oro e gli angioletti giocavano con lei. Quando ebbe compiuto quattordici anni, la vergine Maria la chiamò e le disse: «Cara figlia, devo fare un lungo viaggio, prendi in custodia le chiavi per le tredici porte del regno dei cieli; dodici di queste porte tu le puoi aprire e osservare gli splendori che vi sono contenuti, ma la tredicesima, che si apre con questa chiavettina, ti è proibita; guardati bene dall'aprirla, perché altrimenti sarai infelice».

La giovinetta promise di essere obbediente e appena la vergine Maria fu partita, cominciò a visitare gli appartamenti del regno dei cieli; ogni giorno aprì una porta, finché ebbe visitato le dodici consentite. In ognuna era seduto un apostolo, che era circonfuso di un grande fulgore e la giovinetta gioiva soprattutto della magnificenza e dello splendore e gli angioletti, che sempre la accompagnavano, gioivano con lei.

Restava solo da aprire la tredicesima porta proibita ed ella ebbe un gran desiderio di sapere che cosa ci fosse nascosto e disse agli angioletti:

«Non voglio aprire tutta la porta e neanche entrar dentro; la aprirò appena appena, per vedere un pochino attraverso la fessura».

«No, no - dissero gli angioletti - sarebbe un peccato; la vergine Maria lo ha proibito, e ciò potrebbe essere la tua infelicità».

Ella rimase silenziosa, ma la curiosità non si placava nel suo cuore, rodeva e beccava dentro e non la lasciava in pace. E quando gli angioletti se ne andarono via, pensò: «Sono sola e posso dare una sbirciatina dentro; nessuno saprà ciò che ho fatto».

Scelse la chiavetta e quando la trovò la infilò nella serratura e quando fu infilata, la girò. La porta si spalancò ed ella vide la trinità seduta nel fuoco e nella luce. Rimase immobile per un momento, e osservò tutto con stupore, poi avvicinò un po' il dito a quello splendore e il dito divenne tutto d'oro. Subito provò un'angoscia fortissima, chiuse la porta violentemente e corse via.

L'angoscia non l'abbandonò più: qualsiasi cosa si mettesse a fare, il cuore le batteva violentemente in continuità; anche l'oro rimase nel dito e non andò via, per quanto ella lo lavasse e lo strofinasse.

Non molto tempo dopo la vergine Maria ritornò dal suo viaggio. Chiamò a sé la giovinetta e le domandò le chiavi del cielo.



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